Ouagadougou: migliaia gli sfollati per alluvioni

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Martedì 03 Novembre 2009 22:15 Ouagadougou: migliaia ancora gli sfollati per alluvioni ( 27/10/2009)

Sono ancora diverse migliaia gli abitanti di Ouagadougou sfollati quasi due mesi dopo l’inondazione che il 1° Settembre, in seguito a piogge straordinarie, aveva allagato metà della capitale e colpito in vario modo circa 150.000 persone, su un totale di un milione e mezzo di abitanti. “Nella ricostruzione tutto è prioritario: strade, ponti, canali, centri sanitari e palazzi governativi” dice alla MISNA padre Joseph Sawadogo, missionario della congregazione di San Vincenzo de Paoli, sottolineando che una delle principali difficoltà nella gestione degli aiuti è la ‘classifica’ delle persone colpite, tra chi viveva in aree edificabili e chi in abitazioni di fortuna non registrate, in zone peraltro sottoposte a divieto di costruzione.

“Secondo gli annunci del governo – sostiene padre Pierre Bené, dei missionari d’Africa (padri Bianchi) - i proprietari di case distrutte riceveranno un lotto di terra e un aiuto finanziario fino a 280.000 franchi Cfa (427 euro), mentre gli inquilini avranno un sostegno simbolico di 50.000 franchi Cfa (75 euro). Ma per chi non si è fatto vivo con le autorità, per esempio chi ha deciso di cercare rifugio presso le abitazioni di parenti o amici, non ci sarà alcun aiuto economico”. Molti senza tetto, che al momento dell’alluvione erano stati ospitati nelle scuole della capitale, dopo l’inizio dell’anno accademico il 1° Ottobre sono stati trasferiti in tendopoli. “Passeggiando – racconta padre Sawadogo - ho scoperto un accampamento di piccole tende nel bel mezzo di un terreno nel quartiere di Tampouy. Ma è una soluzione provvisoria e, in teoria, le famiglie dovrebbero trovarsi un altro riparo dopo la fine del mese”. Secondo il missionario, “da quando il 7 Settembre il presidente Blaise Compaoré ha chiesto aiuto la solidarietà nazionale e internazionale si manifesta quotidianamente e i media aggiornano di continuo il bilancio degli aiuti, materiali ed economici”. I Padri Bianchi raccontano che “in città si può ormai circolare quasi normalmente, le riparazioni delle strade sono a buon punto, ma c’è ancora molto da fare per il locale ospedale Yalgdo, che ha subito ingenti danni”. Difficile invece quantificare le perdite degli effetti personali, dei documenti: “Per le persone – dicono alla MISNA - tutto ciò ha costituito un trauma psicologico”. (Misna,27/10/2009)


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Ultimo aggiornamento (Martedì 30 Novembre 1999 00:00) Scritto da Administrator